Il testo ufficiale FISI del telemark è dell'anno 2000. L'ultimo Master Istruttori FISI è del 2006. Io sono maestro di telemark dal 2006 e non so prima ma da allora fino a oggi - sono passati quasi dieci anni - non è mai stato organizzato un aggiornamento tecnico, a cui decine o forse qualche centinaio di maestri specializzati me compreso parteciperebbero volentieri, a pagamento s'intende.
Per quanto io sia amico di molti istruttori e li stimi singolarmente come individui, come telemarker e come maestri, in dieci anni non ho mai visto prodotto da parte del gruppo Istruttori un singolo foglio di carta, un .pdf, una newsletter digitale o un video insomma qualcosa utile a migliorare la mia capacità di insegnante o quantomeno di semplice appassionato.
Gli Istruttori Nazionali di Telemark non hanno un sito web ufficiale, non hanno una pagina Facebook (non una ufficiale che venga aggiornata con regolarità), nel sito FISI.org degli Istruttori di telemark e della loro attività non c'è la minima traccia e agli ultimi due Interski della Korea (dove ho partecipato come snowboarder) e dell'Austria il telemark italiano non è stato rappresentato. L'attività giovanile ed agonistica federale italiana è pressoché inesistente e la figura dell'allenatore di telemark ancora deve venire. Un dove condividere con continuità i contenuti tecnici che gli Istruttori Nazionali in quanto tali producono - mi chiedo se effettivamente ne producono, di contenuti? - non c'è.
Voglio dire: gli Istruttori Nazionali - escluse le "quasi-sempre" ammirevoli iniziative dei singoli - non comunicano e non condividono, non in modo ufficiale e non con una voce univoca. Aggiungo che i modi in cui gli istruttori si propongono contemporaneamente sia al libero mercato che ai professionisti è quantomeno ambiguo. Forse è ora di decidere se gli Istruttori Nazionali FISI vogliono fare i tecnici cioè gli Istruttori per davvero o se vogliono continuare ad accontentarsi di essere delle specie di super-Maestri nel libero mercato.
All'InterTele o all'Interski, secondo me, gli Istruttori Nazionali è la FISI che ce li deve mandare, non noi.
Noi - mi chiedo se esiste un noi telemark italiano a questo punto?- mandiamoci tre in gamba, tre che hanno voglia di mettersi in gioco e stare a sentire cosa succede in altri paesi del mondo per poi tornare e condividere, raccontandoci cosa si è detto. Se poi questi tre che si decide di mandare sono anche istruttori nazionali di telemark va benissimo, ma se ci andranno non è con la patacca da istruttore e in nome della FISI che devono sciare.
Perlomeno, questo è quello che penso io, che se ci riesco, con i miei soldi e da libero telemarker, all'InterTele ho intenzione di andarci. Per gli altri tre qui c'è un link al progetto di crowdfunding con cui potete inviare il vostro contributo.
Se amate il telemark, un piccolo contributo, potreste versarlo. E se lo fate, grazie.
Visualizzazione post con etichetta officina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta officina. Mostra tutti i post
sabato 14 marzo 2015
domenica 3 agosto 2014
UN LIBRO BRUTTO E UNO BELLO.
Non si può sconsigliare mai, a nessuno, per nessun motivo, la lettura di un libro. Ci mancherebbe.
I libri che siano belli o che siano brutti vale sempre la pena leggerli o perlomeno tentarci. Poi - è un diritto fondamentale del lettore, Merci Monsieur Pennac - si può sempre saltare le pagine o lasciarli a metà.
Certo però si può sempre sconsigliare l'acquisto di un libro - anche questo è un diritto, coalizzarsi per evitare lo spreco - quindi io vi sconsiglio l'acquisto di "Figuracce", edito da Einaudi, 17.50€ che non dimentichiamolo sono circa 34mila delle vecchie lire porca-puttana-zozza, libro pompatissimo e superpromosso che nonostante un paio di racconti interessanti e scritti bene non tiene fede alla sua promessa narrativa, anzi della promessa narrativa: "Durante una cena estiva, dopo aver bevuto un po', otto scrittori cominciano a confessarsi le peggiori figuracce della loro vita" se ne sbatte proprio.
Ma si sa, a luglio e agosto il pubblico è più ampio e soprattutto distratto, poi si tratta di racconti brevi e con poco sforzo uno il libro, anche soltanto per principio o per orgoglio, senza incazzarsi e per dire che lo ha finito, lo finisce.
Vi consiglio invece, anche se non siete particolarmente interessati al tema fotografia "Lezioni di Fotografia" di Luigi Ghirri, Ed.Quodlibet. E' un libro bellissimo e interessantissimo che piacerà a chi è attento alla composizione non solo come strumento espressivo della immagine fotografica o pittorica ma anche a chi pensa alla composizione come a una opportunità di combinazione di tutti i tipi di linguaggio e di espressione possibile e immaginabile.
Luigi Ghirri tenta di dire - anzi, dice - perché e come, consapevolmente o inconsapevolmente, un fotografo, un artista o uno scrittore è sempre in qualche modo influenzato contemporaneamente sia dal contesto che ha da una parte, alle sue spalle e intorno, sia dall'altra, di fronte a sé, oltre all'obiettivo. "Il fotografo rappresenta il punto di equilibrio tra la nostra interiorità e ciò che sta all'esterno, che vive fuori di noi." Wow.
Certo, se quello che cercate nei libri e nelle cose che leggete è una lista veloce di 10 cose da fare per riuscire a, magari con delle frasi riepilogo evidenziate in carattere grassetto, nemmeno questo di libro fa per voi. Quindi non leggetelo.
Anzi, non compratelo proprio, che anche questo costa 22€.
Cioè 43mila delle vecchie Lire.
I libri che siano belli o che siano brutti vale sempre la pena leggerli o perlomeno tentarci. Poi - è un diritto fondamentale del lettore, Merci Monsieur Pennac - si può sempre saltare le pagine o lasciarli a metà.
Certo però si può sempre sconsigliare l'acquisto di un libro - anche questo è un diritto, coalizzarsi per evitare lo spreco - quindi io vi sconsiglio l'acquisto di "Figuracce", edito da Einaudi, 17.50€ che non dimentichiamolo sono circa 34mila delle vecchie lire porca-puttana-zozza, libro pompatissimo e superpromosso che nonostante un paio di racconti interessanti e scritti bene non tiene fede alla sua promessa narrativa, anzi della promessa narrativa: "Durante una cena estiva, dopo aver bevuto un po', otto scrittori cominciano a confessarsi le peggiori figuracce della loro vita" se ne sbatte proprio.
Ma si sa, a luglio e agosto il pubblico è più ampio e soprattutto distratto, poi si tratta di racconti brevi e con poco sforzo uno il libro, anche soltanto per principio o per orgoglio, senza incazzarsi e per dire che lo ha finito, lo finisce.
Vi consiglio invece, anche se non siete particolarmente interessati al tema fotografia "Lezioni di Fotografia" di Luigi Ghirri, Ed.Quodlibet. E' un libro bellissimo e interessantissimo che piacerà a chi è attento alla composizione non solo come strumento espressivo della immagine fotografica o pittorica ma anche a chi pensa alla composizione come a una opportunità di combinazione di tutti i tipi di linguaggio e di espressione possibile e immaginabile.
Luigi Ghirri tenta di dire - anzi, dice - perché e come, consapevolmente o inconsapevolmente, un fotografo, un artista o uno scrittore è sempre in qualche modo influenzato contemporaneamente sia dal contesto che ha da una parte, alle sue spalle e intorno, sia dall'altra, di fronte a sé, oltre all'obiettivo. "Il fotografo rappresenta il punto di equilibrio tra la nostra interiorità e ciò che sta all'esterno, che vive fuori di noi." Wow.
Certo, se quello che cercate nei libri e nelle cose che leggete è una lista veloce di 10 cose da fare per riuscire a, magari con delle frasi riepilogo evidenziate in carattere grassetto, nemmeno questo di libro fa per voi. Quindi non leggetelo.
Anzi, non compratelo proprio, che anche questo costa 22€.
Cioè 43mila delle vecchie Lire.
Etichette:
libri,
officina,
recensioni
martedì 3 settembre 2013
LETTERINE.
Credo di averlo già detto ma non importa, lo ripeto: mi arrivano un sacco di email, è inspiegabile questa cosa che mi arrivano un sacco di email, un sacco di persone mi scrivono delle cose bellissime e anche, a volte, mi chiedono dei consigli tecnici. Allora io, nel limite del possibile e delle mie competenze, rispondo. A volte rispondere non è facile, a volte non so bene cosa dire, a volte le domande sono troppo difficili, specialmente quelle non tecniche, a volte in realtà non ci sarebbe niente da rispondere perché certe lettere a me sembra che alcuni le stiano scrivendo più a se stessi che a me, ma è bellissimo comunque leggerle, è bellissimo essere parte o a volte causa di questo, mi rendo conto di essere un privilegiato, di essere custode di doni bellissimi che mi vengono fatti. Comunque rispondere è sempre una cosa divertente. Tranne che alla domanda al vertice assoluto della hit-parade delle domande più gettonate che ricevo e cioè: "Che scarponi hai usato a 8000 metri con lo snowboard? Hai usato la splitboard? Potresti dirmi marca e modello bla bla bla." A questo tipo di domanda ormai rispondo con un email ctrl+c, ctrl+v, invio.
Ed ecco qui la mia risposta:
Ecco qui comunque (non vorrei dilungarmi troppo) una email molto bella che ho ricevuto oggi, l'argomento 1. è : varie ed eventuali; e l'argomento 2. è: acquisto di una bicicletta "per cominciare". Ecco la email, in sintesi:
Ciao Emilio,
Come stai?
Mentre pulivo il box auto - lo faccio tutti gli anni in una mezza giornata ad agosto - Ho guardato bene un quadro appeso al muro con le foto di alcune mie gite in moto e i biglietti della "Scorribanda" nello Utah. Mi sei tornato in mente anche perché sei il mio maestro (non so se tu ne possa andare fiero di questo, ma ormai questo è un dato oggettivo e irrimediabile). Sono passati più 10 anni, io non sono più quello di prima, penso d'essere migliorato come persona, anche nella capacità dei rapporti interpersonali, anche se personalmente mi considero ancora un disastro. Molte persone si aprono con me con confidenze molto profonde; forse perché sanno che quasi sicuramente io non ne parlerò con altri se non forse con mia moglie, oppure in me trovano qualcosa che neppure io conosco.
Mah.
Tornando a te, anzi andando dritto al punto vorrei chiederti un consiglio.
Una domanda semplice. Imprecisa. Aspecifica.
La cui risposta può essere anche un: "vaffanculo sii più preciso".
Ho un tarlo nella mia testa: vorrei comperare una bici da corsa con cui fare qualche gara di triatlon, e con cui al massimo percorrerei 800/1000km all'anno, senza spendere un capitale. Non conosco che relazione ci può essere tra le mie esigenze e la bici adatta a soddisfarle. Consigli in merito a ciò?
Detto quanto sopra non posso che terminare con un pensiero: WLF
Ciao N.
Ciao N. ,
vaffanculo, sii più preciso.
No, scherzavo, dai.
Il criterio dei "chilometri che farò all'anno" per comprare le bici è un po' come quello delle fidanzate o delle mogli che uno si sceglie, nel senso che se anche uno fa l'amore raramente, sempre meglio la fidanzata o la moglie scegliersela carina. Che fare l'amore con una carina è più bello che fare l'amore con un cesso, anche se - come nel tuo caso - sei uno che fare l'amore, non lo fa mai, hahahahahahah.
Il punto è questo: le bici nuove, al km zero, sono tutte uguali. Sono tutte scorrevoli, precise nella cambiata e nella frenata, insomma perfette. Poi, dal km 1 in avanti, in termini di scorrevolezza e di fluidità di funzionamemnto e di stabilità delle regolazioni, la forbice tra una bici montata bene (SRAM Red, Shimano Durace o Ultegra, ad esempio, ecc.) e una montata così così (Shimano Tiagra, ecc.) si allarga. Oltre alla questione "peso", naturalmente. Se sei intenzionato a prendere una bici più che guardare ai chilometri che percorrerai all'anno, ti consiglierei di stabilire il budget che hai a disposizione per l'acquisto e con quella cifra in testa cercherei di darmi da fare per prendere la bici migliore possibile, magari anche una non nuova, perché no? Ci sono un sacco di fighetti in giro che cambiano bici solo per cambiare colore del telaio.
Con 1000-1500 euro puoi comprare una bici così così nuova e se hai pazienza di cercare invece, puoi trovarne una molto bella usata, magari anche con il telaio in carbonio. Quello, il telaio in carbonio, sarebbe importante. Se vai con una bella bici, con meno vibrazioni, più leggera, più scorrevole, più facile da guidare - nonostante tu ti spacci per motociclista, lo so che sei una pippa anche lì - viaggi meglio e ti diverti di più. E quindi ti viene più voglia di pedalare. Tieni sempre presente l'esempio delle mogli e del fare l'amore, così capisci meglio. Poi magari se ti appassioni (alla bici, intendo) un po' alla volta fai l'upgrade degli accessori e delle ruote con i pezzi di gamma superiore.
Spero di essere stato utile. Come sempre WLF ora e nei secoli dei secoli, amen.
Con 1000-1500 euro puoi comprare una bici così così nuova e se hai pazienza di cercare invece, puoi trovarne una molto bella usata, magari anche con il telaio in carbonio. Quello, il telaio in carbonio, sarebbe importante. Se vai con una bella bici, con meno vibrazioni, più leggera, più scorrevole, più facile da guidare - nonostante tu ti spacci per motociclista, lo so che sei una pippa anche lì - viaggi meglio e ti diverti di più. E quindi ti viene più voglia di pedalare. Tieni sempre presente l'esempio delle mogli e del fare l'amore, così capisci meglio. Poi magari se ti appassioni (alla bici, intendo) un po' alla volta fai l'upgrade degli accessori e delle ruote con i pezzi di gamma superiore.
Spero di essere stato utile. Come sempre WLF ora e nei secoli dei secoli, amen.
e.
venerdì 8 febbraio 2013
MONTAGGIO ATTACCHI
Allora. Ci sono un sacco di persone che mi scrivono per sapere come monto io gli attacchi da telemark. E' una cosa curiosa che a questo mondo ci sia della gente interessata a sapere come monto io gli attacchi sugli sci. Molto curiosa. Ce n'è parecchia, tra l'altro.
Credo che una buona parte delle persone lo voglia sapere soltanto per dire che non li monto nella maniera giusta e che loro al contrario li montano in una posizione molto più efficace. Più efficiente. Più classica. Meno estrema. Meno esasperata. Meno pericolosa, anche.
Dunque il mio metodo io ve lo dico lo stesso. Che è molto semplice, in realtà. Troppo semplice forse, talmente semplice che credo che probabilmente resterete delusi da tanta semplicità. Penso anche che si apriranno forum e discussioni e tavole rotonde perché devo dire che effettivamente, da quando io ho iniziato ad andare con gli sci da telemark, non sento altro che parlare che di montaggio classico, montaggio avanzato, montaggio arretrato, montaggio duckstance addirittura. Montaggio a baricentro +1, a -2, a meno 4, montaggio con piastre flottanti, per potere cambiare posizione nell'arco della giornata in base alla neve, alla velocità, alla durezza della scarpa, in base alla larghezza e anche alla lunghezza degli sci. Dati questi che per essere considerati tutti richiederebbero l'impostazione di un sistema a quattro incognite, che è decisamente fuori dalla mia portata. Io ho fatto l'istituto tecnico agrario e poi l'ISEF, i sistemi a quattro incognite niente, non li so fare.
Ecco il metodo:
1. Prendere lo sci e guardare il segno del centro sci (mettete via il metro, il centro sci segnato sul fianco c'è già. Badate bene, non è la metà dello sci. E' il punto in cui il costruttore, su consiglio dei testatori e degli artigiani e degli ingegneri, tutta gente generalmente più competente di me e probabilmente - senza offesa, lasciatevelo dire - anche della maggiorparte di voi, ha deciso di indicare la linea di centro sci.)
2. Adesso prendete uno scarpone. Se guardate bene a metà c'è una tacchetta, una piccola linea sullo scafo che indica il centro scarpone. Anche qui niente metro, niente calcolatrice, niente distanza della pin-line da sottrarre alla lunghezza effettiva dello scafo. Niente calcoli inutili. Niente seghe mentali. Fate coincidere il centro scarpone con il centro sci.
3. Finito, avete finito. Esatto. Gli sci io li monto così. Centro su centro. E funzionano benissimo.
Che a pensarci bene, per farla breve potevo anche dirvi soltanto così:
CENTRO SCARPONE su CENTRO SCI.
Come fanno quelli dello sci alpino.
Poi, se proprio siete tristi perché non c'è più niente da discutere, se vi ho ammazzato tutta la poesia - intanto mi scuso, per avere ammazzato della poesia, io amo la poesia - scrivetemi che vi dico qualche altro argomento di cui preoccuparvi e di cui, eventualmente discutere in seggiovia.
Tipo: rocker si, rocker no. Topsheet in metallo si, topsheet in metallo no. Carbonio si, carbonio no. Costruzione cap o costruzione a sanwich con il fianchetto laterale.
Tutte cose interessanti di cui parlare. Interessantissime. Davvero.
Credo che una buona parte delle persone lo voglia sapere soltanto per dire che non li monto nella maniera giusta e che loro al contrario li montano in una posizione molto più efficace. Più efficiente. Più classica. Meno estrema. Meno esasperata. Meno pericolosa, anche.
Dunque il mio metodo io ve lo dico lo stesso. Che è molto semplice, in realtà. Troppo semplice forse, talmente semplice che credo che probabilmente resterete delusi da tanta semplicità. Penso anche che si apriranno forum e discussioni e tavole rotonde perché devo dire che effettivamente, da quando io ho iniziato ad andare con gli sci da telemark, non sento altro che parlare che di montaggio classico, montaggio avanzato, montaggio arretrato, montaggio duckstance addirittura. Montaggio a baricentro +1, a -2, a meno 4, montaggio con piastre flottanti, per potere cambiare posizione nell'arco della giornata in base alla neve, alla velocità, alla durezza della scarpa, in base alla larghezza e anche alla lunghezza degli sci. Dati questi che per essere considerati tutti richiederebbero l'impostazione di un sistema a quattro incognite, che è decisamente fuori dalla mia portata. Io ho fatto l'istituto tecnico agrario e poi l'ISEF, i sistemi a quattro incognite niente, non li so fare.
Ecco il metodo:
1. Prendere lo sci e guardare il segno del centro sci (mettete via il metro, il centro sci segnato sul fianco c'è già. Badate bene, non è la metà dello sci. E' il punto in cui il costruttore, su consiglio dei testatori e degli artigiani e degli ingegneri, tutta gente generalmente più competente di me e probabilmente - senza offesa, lasciatevelo dire - anche della maggiorparte di voi, ha deciso di indicare la linea di centro sci.)
2. Adesso prendete uno scarpone. Se guardate bene a metà c'è una tacchetta, una piccola linea sullo scafo che indica il centro scarpone. Anche qui niente metro, niente calcolatrice, niente distanza della pin-line da sottrarre alla lunghezza effettiva dello scafo. Niente calcoli inutili. Niente seghe mentali. Fate coincidere il centro scarpone con il centro sci.
3. Finito, avete finito. Esatto. Gli sci io li monto così. Centro su centro. E funzionano benissimo.
Che a pensarci bene, per farla breve potevo anche dirvi soltanto così:
CENTRO SCARPONE su CENTRO SCI.
Come fanno quelli dello sci alpino.
Poi, se proprio siete tristi perché non c'è più niente da discutere, se vi ho ammazzato tutta la poesia - intanto mi scuso, per avere ammazzato della poesia, io amo la poesia - scrivetemi che vi dico qualche altro argomento di cui preoccuparvi e di cui, eventualmente discutere in seggiovia.
Tipo: rocker si, rocker no. Topsheet in metallo si, topsheet in metallo no. Carbonio si, carbonio no. Costruzione cap o costruzione a sanwich con il fianchetto laterale.
Tutte cose interessanti di cui parlare. Interessantissime. Davvero.
LA SUPERCAZZOLA.
La supercazzola è un discorso senza senso dal quale a tratti affiora una parola di senso compiuto. A darle credito è il tono, la sua perentorietà. Il tono distrae, persuade di trovarsi di fronte a una costruzione linguistica autentica.
Ecco, io volevo dire che in questi giorni ho pensato che sciare, fare quello che da un pezzo ormai chiamiamo freeriding rischia di diventare una cosa del genere. Una gigantesca supercazzola collettiva. Tornato dall'ISPO e guardandomi in giro ho più che mai la sensazione che più che sciare bene oggi, più che divertirsi e spingersi avanti con le idee e con la tecnica, alcuni siano impegnati a promuovere il freeriding come una specie di supercazzola colossale dove per vendere, in mezzo ad un vuoto assoluto di idee e di stile e di tecnica, ci si preoccupa più di tutto di mettere in fila quattro o cinque parole inglesi ad effetto. Droppare. Slashare. Rockerato. Pro. Shooting. Cose così.
Ecco, gli shooting soprattutto, che sembra che uno più che andare a sciare perché gli piace, debba andare a sciare per farsi fotografare e per condividere. Ma condividere cosa? Una supercazzola? Può darsi che magari io mi sbagli. Che io sia un po' tarapia tapioco. Ma magari no. Magari sono come se fosse antani backflip permaturato. Magari anche per due.
Con scappellamento a destra.
Ecco, io volevo dire che in questi giorni ho pensato che sciare, fare quello che da un pezzo ormai chiamiamo freeriding rischia di diventare una cosa del genere. Una gigantesca supercazzola collettiva. Tornato dall'ISPO e guardandomi in giro ho più che mai la sensazione che più che sciare bene oggi, più che divertirsi e spingersi avanti con le idee e con la tecnica, alcuni siano impegnati a promuovere il freeriding come una specie di supercazzola colossale dove per vendere, in mezzo ad un vuoto assoluto di idee e di stile e di tecnica, ci si preoccupa più di tutto di mettere in fila quattro o cinque parole inglesi ad effetto. Droppare. Slashare. Rockerato. Pro. Shooting. Cose così.
Ecco, gli shooting soprattutto, che sembra che uno più che andare a sciare perché gli piace, debba andare a sciare per farsi fotografare e per condividere. Ma condividere cosa? Una supercazzola? Può darsi che magari io mi sbagli. Che io sia un po' tarapia tapioco. Ma magari no. Magari sono come se fosse antani backflip permaturato. Magari anche per due.
Con scappellamento a destra.
martedì 13 novembre 2012
ATTACCHI TELEMARK
----Messaggio originale----
Da: andrea
Data: 13/11/2012 12.24
A: <emilio@freeridespirit.com>
Ogg: attacchi 75mm/NTN
ciao emilio ,
Da: andrea
Data: 13/11/2012 12.24
A: <emilio@freeridespirit.com>
Ogg: attacchi 75mm/NTN
ciao emilio ,
volevo solo un giudizio tuo visto che sei un rider che ha gia' fatto tanti ma tanti km in telemark, e soprattutto in diverse condizioni di neve, sull 'attacco NTN!
ciao e grazie,
Andrea
--------------------------------------
Ciao Andrea,
io non sono stato fino ad ora un grande fan dell'attacco NTN. Mi trovo bene con gli attacchi e gli scarponi 75mm, sono più versatili e leggeri, più adatti per quello che faccio io. Uso i BD O1 con le molle stiff o le medie. Uso le molle stiff sugli sci molto larghi o su quelli da gigante, e le medie per quelli che adopero a fare sci alpinismo che sono più corti e più leggeri.
In termini di efficienza l'NTN per fare sci alpinismo, per quanto riguarda il peso e l'angolo di apertura, è un attacco ridicolo. Sciando so che è molto preciso sul duro battuto ma poco adatto all'uso fuoripista, anche perché - sembra impossibile - ma dopo tanto studio che hanno fatto, di progettazione e messa a punto, dopo un po' che scii in neve fresca si forma uno zoccolo sotto il piede che devi per forza fermarti a levarlo.
Altra buona ragione, a me tolti pochi davvero bravi, quelli che sciano con l'NTN mi sembrano quasi tutti fatti con lo stampino, mi sembra che sciino tutti nello stesso modo e generalmente non mi piacciono nemmeno un po'. Lo stile è tutto, secondo me.
Infine, usare l'NTN significherebbe dimezzare il tempo di "allenamento" per trovare sensibilità e precisione con una seconda attrezzatura, dovendomi riadattare ogni volta alle sensazione di uno scarpone e di un attacco piuttosto che un altro. Perciò io vado avanti tranquillo con i miei 75mm a fare tutto, senza nemmeno spendere tempo a pensare di passare agli altri, almeno fino a quando non faranno un NTN che costa e che pesa la metà. Neanche quello nuovo che hanno fatto quest'anno non mi sembra il massimo. Però.
Li userò un po' quest'anno, quello si, per abituarmi comunque. Ma senz'altro non sono una valida alternativa per quello che piace fare a me con il telemark, almeno per ora.
D'altronde anche la rivoluzione dello step-in doveva cambiare il mondo dello snowboard e invece ha solo fatto fallire delle aziende e non ha rivoluzionato proprio un bel niente. Credo perché la rivoluzione volevano farla con delle idee di gente che a parte i problemi tecnici e tecnologici con cui si è confrontata non aveva capito poi molto dello spirito originario e delle motivazioni dei praticanti dello sport. Che, bisognava che i progettisti lo tenessero meglio a mente, è figlio del surf da onda e non dello sci.
Lo sanno tutti che ai surfisti piacciono le ciabatte e che odiano gli scarponi.
Spero di averti dato delle indicazioni utili.
Ciao,
e.
Ciao Andrea,
io non sono stato fino ad ora un grande fan dell'attacco NTN. Mi trovo bene con gli attacchi e gli scarponi 75mm, sono più versatili e leggeri, più adatti per quello che faccio io. Uso i BD O1 con le molle stiff o le medie. Uso le molle stiff sugli sci molto larghi o su quelli da gigante, e le medie per quelli che adopero a fare sci alpinismo che sono più corti e più leggeri.
In termini di efficienza l'NTN per fare sci alpinismo, per quanto riguarda il peso e l'angolo di apertura, è un attacco ridicolo. Sciando so che è molto preciso sul duro battuto ma poco adatto all'uso fuoripista, anche perché - sembra impossibile - ma dopo tanto studio che hanno fatto, di progettazione e messa a punto, dopo un po' che scii in neve fresca si forma uno zoccolo sotto il piede che devi per forza fermarti a levarlo.
Altra buona ragione, a me tolti pochi davvero bravi, quelli che sciano con l'NTN mi sembrano quasi tutti fatti con lo stampino, mi sembra che sciino tutti nello stesso modo e generalmente non mi piacciono nemmeno un po'. Lo stile è tutto, secondo me.
Infine, usare l'NTN significherebbe dimezzare il tempo di "allenamento" per trovare sensibilità e precisione con una seconda attrezzatura, dovendomi riadattare ogni volta alle sensazione di uno scarpone e di un attacco piuttosto che un altro. Perciò io vado avanti tranquillo con i miei 75mm a fare tutto, senza nemmeno spendere tempo a pensare di passare agli altri, almeno fino a quando non faranno un NTN che costa e che pesa la metà. Neanche quello nuovo che hanno fatto quest'anno non mi sembra il massimo. Però.
Li userò un po' quest'anno, quello si, per abituarmi comunque. Ma senz'altro non sono una valida alternativa per quello che piace fare a me con il telemark, almeno per ora.
D'altronde anche la rivoluzione dello step-in doveva cambiare il mondo dello snowboard e invece ha solo fatto fallire delle aziende e non ha rivoluzionato proprio un bel niente. Credo perché la rivoluzione volevano farla con delle idee di gente che a parte i problemi tecnici e tecnologici con cui si è confrontata non aveva capito poi molto dello spirito originario e delle motivazioni dei praticanti dello sport. Che, bisognava che i progettisti lo tenessero meglio a mente, è figlio del surf da onda e non dello sci.
Lo sanno tutti che ai surfisti piacciono le ciabatte e che odiano gli scarponi.
Spero di averti dato delle indicazioni utili.
Ciao,
e.
OFFICINA USO UFFICIO.
Mi arrivano un sacco di email di persone che mi chiedono consigli sulla attrezzatura. Me ne arrivano un sacco, davvero, di email del genere. E' incredibile. Di solito mi viene chiesto di dare dei consigli, di suggerire un prodotto o un sistema o una soluzione rispetto a un altra. Mi viene chiesto un parere e di dire come faccio, cosa uso io. Io cerco sempre di rispondere, anche ai casi più disperati, e lo faccio sempre in modo molto schietto. Alcune volte non so cosa dire o chi mi scrive mi sembra ne sappia molto più di me, e allora dico "Non ne ho idea". Non so se sono d'aiuto con le mie risposte ma ho l'impressione di sì. Credo cioè che uno capisca abbastanza bene se fidarsi del mio parere o considerare quello che dico una "cazzata"galattica e fare all'opposto. In entrambi i casi, penso, la mia risposta è utile. Lo penso perché molti poi mi riscrivono un'altra volta.
Allora ho deciso di mettere on-line nel blog - ogni tanto - alcune email che ricevo e la risposta che scrivo. Tanto quella devo scriverla lo stesso. Poi perché molte domande si ripetono e perché è divertente rispondere sforzandosi di rispondere in un italiano dignitoso anche se si scrive al volo. Mettiamola così, per me è anche un esercizio. Voi scrivetemi in modo divertente e io cercherò di rispondervi in modo divertente. E' un gioco. E poi devo pensare bene alle cose che dico e in modo oggettivo ai materiali che uso e anche questo è un bell'esercizio utile, almeno per me.
I post che riguardano l'attrezzatura saranno contrassegnati con il tag #officina.
Spero siano utili anche per voi. Altrimenti basta non leggerli.
Un cordialissimo saluto sportivo,
e.
Allora ho deciso di mettere on-line nel blog - ogni tanto - alcune email che ricevo e la risposta che scrivo. Tanto quella devo scriverla lo stesso. Poi perché molte domande si ripetono e perché è divertente rispondere sforzandosi di rispondere in un italiano dignitoso anche se si scrive al volo. Mettiamola così, per me è anche un esercizio. Voi scrivetemi in modo divertente e io cercherò di rispondervi in modo divertente. E' un gioco. E poi devo pensare bene alle cose che dico e in modo oggettivo ai materiali che uso e anche questo è un bell'esercizio utile, almeno per me.
I post che riguardano l'attrezzatura saranno contrassegnati con il tag #officina.
Spero siano utili anche per voi. Altrimenti basta non leggerli.
Un cordialissimo saluto sportivo,
e.
Iscriviti a:
Post (Atom)
