venerdì 21 dicembre 2012

STORIELLINA NUMERO 5#


CAMMINO SUI CADAVERI
di Thomas Pololi
Ho scaricato il nuovo disco di Jovanotti, Backup. Non lo odio Jovanotti, anzi alcune sue canzoni a volte mi commuovono: "E' questa la vita che sognavo da bambino, un po' di apocalisse un po' di Topolino", dice in un pezzo del penultimo disco, e io lo ascoltavo mentre facevo avanti e indietro in bicicletta da viale Certosa, a nord della città, alla casa che un mio amico mi aveva prestato per qualche giorno, a sud, c'era un trasloco in corso e non avevo altri posti in cui stare e quindi mettevo i guanti e la mascherina antismog che tiene caldo il naso e andavo verso il sushi bar dove rispondevo al telefono e organizzavo i viaggi dei fattorini, che però mi volevano bene anche se alcuni avevano cinquant'anni passati e avrebbero voluto lasciare quel lavoro, troppo freddo d'inverno. 
Stavo anche mettendo in piedi uno spettacolo teatrale, eravamo alle ultime prove dopo due anni e alcune messe in scena che non m'avevano soddisfatto, così stavo ricostruendo ancora una volta gli oggetti che sarebbero caduti a pezzi durante la rappresentazione. Jovanotti mi serviva, era come la red bull per quelli che devono stare svegli e sentirsi dei sopravvissuti all'alba. 
Oggi camminavo e pensavo che il nuovo disco in alcuni momenti è proprio bello. Ed ero felice. Ho anche scritto un tweet col mio telefono da 39 euro, non so nemmeno se qualcuno li guarda questi tweet perché poi non ricevo nulla sul telefono. Ho scritto "Che vita meravigliosa e che libertà infinita! Cammino sui cadaveri e piango di felicità.

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