giovedì 4 luglio 2013

LA BELLEZZA.

SCENA 22
Montagna [esterno giorno]

Uno sterminato paesaggio appare dalla cima della montagna che sovrasta Cinisi. A sinistra il golfo di Terrasini e più lontano Balestrate, a destra l'isola delle Femmine e Palermo, avvolta nei fumi.
Peppino e Salvo se ne stanno sdraiati in terra dopo una lunga ascensione. Guardano in basso.

PEPPINO - Sai cosa penso?
SALVO - Cosa?
PEPPINO - Che questa pista in fondo non è brutta, anzi..
SALVO [ride] - Ma che dici?!
PEPPINO - Vista così dall'alto [guardandosi intorno] uno sale qua e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre...che è ancora più forte dell'uomo. Invece non è così...in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere. Fanno 'ste case schifose, con le finestre di allumino, i balconcini...mi segui?
SALVO - Ti sto seguendo!
PEPPINO -...Senza intonaco, i muri di mattoni vivi...la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la biancheria appesa, la televisione...e dopo un po' tutto fa parte del paesaggio, c'è, esiste...nessuno si ricorda più di come era prima. Non ci vuole niente a distruggerla, la bellezza...
SALVO - E allora?
PEPPINO - E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte 'ste fesseria...bisognerebbe ricordare alla gente cosa è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?
SALVO [perplesso]- La bellezza...
PEPPINO - Sì, la bellezza. E' importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto.

[Marco Tullio Giordana, Claudio Fava, Monica Zapelli - I CENTO PASSI - Feltrinelli / pag.62-63]

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